giovedì, 07 giugno 2007

CHE SERATA RAGAZZI!!!

Dopo la seconda uscita del nostro mitico giornalino 'R PISANACCIO, visto che la scuola sta per terminare, abbiamo deciso di andarci a mangiare tutti insieme un pizza...classi IV e V...in pratica le teste del gruppo "Cervellone"!!!

Non eravamo proprio tutti, ma anche se le persone che non sono potute venire ci sono mancate molto, noi ci siamo divertiti un sacco, abbiamo mangiato benissimo ed è stata proprio una bella serata.

Abbiamo iniziato con un brindisi alla "ACCOLA, ACCOSTA, AISSA..." (non provate a decifrare o a capire perchè è impossibile...diciamo che è il brindisi della classe IV!!!), continuato con tanto di pizze varie, patatine e bibite...per terminare con dolce e mega corse fuori nella via. La confusione, le risate, le voci alte e le battute hanno fatto da colonna sonora a tutta la serata.

E' stato un anno intenso vissuto insieme, ma di vero cuore, noi maestre vi ringraziamo sia per aver sopportato le nostre sgridate e i nostri urli (sempre fatti per il vostro bene...logicamente!) e sopratutto per tutti gli splendidi momenti che abbiamo vissuto insieme e che ci hanno fatto crescere e imparare, giorno dopo giorno a volerci sempre più bene!...adesso basta altrimenti mi commuovo!

A tutti i bambini di IV, un grandissimo grazie per tutto il lavoro e l'impegno, ma sopratutto, un fortissimo IN BOCCA AL LUPO per il nuovo anno e per tantissime nuove idee per i prossimi giornalini.

A tutti i bambini di V, che abbiamo conosciuto quando erano "piccoletti" e con loro siamo cresciute anche noi maestre, diciamo il nostro più sincero grazie di tutto ciò che loro sono stati per noi e che speriamo possano ancora continuare ad essere (Tornate a trovarciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!)

E per chi di voi  vuole lo stesso continuare a sostenere il giornalino, aiutandoci in ogni maniera anche non essendo più alla scuola primaria, basta che ci contatti e noi troveremo una maniera per continuare a lavorare insieme.

GRAZIE DELL'IMMENSO DONO CHE VOI SIETE PER NOI...

...LE VOSTRE MAESTRE!!!

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domenica, 25 marzo 2007

Salve a tutti, mi chiamo Violante M. e ho 8 anni.

Ho fatto una ricerca sul tema della droga perché secondo me è un argomento che non va evitato!

Mi sono informata tramite dei libri, internet, parlando con i miei genitori e con la mia maestra ed è stato molto importante capirci qualcosa di più. Noi siamo bambini e il problema della droga non lo sentiamo molto vicino a noi, ma io penso che sia importante lo stesso sapere anche come vivono le persone …i problemi che hanno, le paure e le difficoltà che incontrano.

Io penso che ogni tipo di droga sia molto brutta e che i drogati sono persone che devono essere aiutate tantissimo.

Alcune persone dicono che i drogati sono persone brutte e cattive.

Secondo me no!

Secondo me sono persone normalissime, soltanto a causa della droga diventano un po’ strani e spesso hanno maniere di fare e atteggiamenti un po’ bruschi.

Io penso che proprio per questo non vanno abbandonate ma aiutate…possiamo capire e aiutarli a capire perché si sono iniziati a drogare e perché continuano a drogarsi; possiamo aiutarli a smettere di drogarsi standogli vicini e ascoltandogli, facendogli capire quanto è bella la vita e soprattutto vivere.

Mi piacerebbe poter aiutare qualcuno a capire che la vera felicità non viene mai da fuori di noi ma sempre da noi stessi…basta volerlo e certe volte essere forti!

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lunedì, 26 febbraio 2007

SNOOKER

Lo Snooker è un gioco da biliardo molto diffuso soprattutto nel Regno Unito e in Irlanda.

Il tavolo da biliardo deve essere di circa 366-183cm, provvisto di 6 buche , 4 agli angoli e 2 nel mezzo.

Ci sono vari tipo di bilie: 15 rosse che valgono ciascuna un punto, la gialla che vale 2 punti, la marrone che vale 3 punti, la verde che vale 4 punti, la blu che vale 5 punti, la rosa che vale 6 punti e l’ultima, la nera che vale 7 punti. La bilia principale è la bianca che se mandata in buca è fallo.

Il gioco consiste nell’imbucare le bilie colorate.

In una partita ci sono 9 set detti “fremes”, e chi ne vince la maggior parte ha vinto la partita. La finale di un torneo è costituita da 17 fremes.

 

I GIOCATORI PIU’ FAMOSI

Ronnie O’Sulivan

John Higgins

Graeme Dott

Peter Ebdon

Shaun Murphy

Ken Doherty

Jimmy White

Stephen Hendry

 

COMPETIZIONI PIU’ IMPORTANTI

World Championship

Uk championship

Ireland trophy

 

 

RONNIE O’SALIVAN

Ronnie O’Sulivan è il numero UNO al mondo.

Ha una grande determinazione nel giocare allo Snooker. Lui, ogni partita, segna almeno più di 1000punti. Imbuca con molta forza e ha una grande voglia di giocare a biliardo…questa grande voglia lo ha portato ad essere il numero uno al mondo.

A Gennaio lui ha vinto per la terza volta l’ Uk championship nella sua città natale: Londra.

Dopo aver vinto il torneo, si è assicurato di essere il preferito dagli appassionati dello Snooker, ma ad essere sincero, non è il mio preferito!!!

 

COSA PENSO IO…

Questo gioco a me piace molto perché insegna a me e a tutti che l’importante non è vincere ma partecipare. Quando guardo giocare a questo gioco su Euro Sport, i giocatori che perdono non si arrabbiano ma accettano la sconfitta.

Il mio giocatore preferito è John Higgins, un italo-inglese; è il secondo al mondo e gioca con molta classe. L’anno scorso ha vinto uno dei tornei più prestigiosi: l’Uk-Championship.

E’ esploso di felicità quando ha alzato il trofeo in cristallo.

Io consiglio a tutti di guardarlo su Sky su Euro Sport e ammirare questo bellissimo e classico sport inglese.

Scritto da: Edoardo G.

 

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martedì, 16 gennaio 2007

ATTENZIONE ATTENZIONE!

Domani, Mercoledì 17 Gennaio ore 17:00, prima riunione del nuovo comitato di redazione...

ORDINE DEL GIORNO

1) Elezione del nuovo capo redattore

2) Responsabili dei vari ambiti

3) Temi per i nuovi articoli

4) Destinazione ricavato della vendita del giornalino

5) MERENDA INSIEME !!!

NOI CE LA METTEREMO TUTTA!

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venerdì, 29 dicembre 2006

IR’ PISANACCIO

...SUR EUBBE

OPS, SUL WEB!!!

 

Salve, siamo Camilla A., Francesco B. e Lorenzo R.…insieme alle nostre maestre, abbiamo provato a creare un nuovo Blog su Internet.

Che cosa è un blog?

Il Blog è una sorta di diario personale dove ognuno può scrivere quello che vuole tramite degli articoli. Questi articoli possono essere letti da tutti e commentati liberamente.

Abbiamo pensato di proporvi gli articoli scritti nel nostro giornalino e il blog prende proprio il nome da esso: “IR’ PISANACCIO”.

Sarebbe molto bello se ogni persona che legge il nostro giornalino, andasse anche su Internet, all’indirizzo

http://irpisanaccio.splinder.com, leggesse i nostri articoli e perché no, li commentasse anche!!!

Questa lavoro ci è piaciuto molto e ci ha fatto scoprire una nuova maniera per far arrivare i nostri pensieri , teoricamente in tutte le parti del mondo!!!

BUONA NAVIGAZIONE!!!

 

 

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venerdì, 29 dicembre 2006

FANS PAUSINI                  

 

“Qualche anno fa, durante una manifestazione musicale con artisti internazionali, stavo firmando autografi quando comparve alla fine della fila, Laura, già famosa in mezzo mondo, a chiedermene uno per lei. Era seria e non mi prendeva in giro. Così scrissi il mio nome, ringraziandola in cuor mio di quel regalo che mi faceva…”. (Claudio Baglioni)

E’ proprio così: Laura Pausini è un’autentica superstar, la cantante italiana più amata nel mondo. La più esportata. Dopo otto album pubblicati quasi in ogni angolo del pianeta – in italiano, spagnolo e inglese – dopo i faraonici tour mondiali, le numerose collaborazioni illustri ( Ray Charles, Celine Dion, Pavarotti, Sean Paul, Mariah Carey, Alejandro Sanz, Richard Marx, Seal, Gloria Estefan, Ricky Martin, Michael Bublè, Vasco, Nek, Antonacci, Renato Zero,…), i contributi alle colonne sonore  di Messagenin a bottle e Pokemon 2000, e sebbene sia costantemente impegnata in importanti progetti benefici, Laura sembra ancora una ragazza di Solarolo che nel 1993 apparve sul palcoscenico del Teatro Ariston per intonare La Solitudine, il brano che le regalò la prima vittoria a Sanremo nella sezione nuove proposte.

Di Festival ce ne sono stati altri,prima come concorrente e poi come super ospite e anno dopo anno, disco dopo disco, Laura è diventata sempre più famosa e ha visto sempre più premi.

Viene da chiedersi: “Come può una giovane donna abituata a cantare in tv come in radio a esibirsi dinnanzi a milioni di fan come alla platea blasonata del premio Nobel, alla festa di compleanno dell’inavvicinabile Barbra Straisand come al Live 8, conservare la propria genuina semplicità?

“Io canto”, il suo nuovo tribute-album, dedicato alle canzoni italiane che le hanno fatto battere il cuore, è la consacrazione di un mito. E’ un regalo di Laura al pubblico, ai propri maestri e, perché no, a se stessa!

E’ un bellissimo album…che consigliamo a tutti quanti!

 A cura di Chiara B.

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venerdì, 29 dicembre 2006

DRAGON BALL

 

 

In questa serie si narrano le avventure di Goku, un bambino che, dopo la morte del nonno, ha sempre vissuto nei boschi. Goku è dotato di una forza sovraumana e di una coda che somiglia a quella di una scimmia. Il suo incontro con Bulma, una ragazzina di circa sedici anni, molto carina e sveglia, lo porta a conoscere la civiltà ed il mondo al di fuori del suo bosco. Goku decide di seguirla e di aiutarla nella sua ricerca che consiste nel localizzare le sette sfere del drago.

Secondo la leggenda, colui che entrerà in possesso delle sfere, potrà chiedere a Sheron, il dio drago, di esaudire un suo desiderio. La ragazzina ha intenzione di trovarle tutte e poi domandare come desiderio di incontrare la sua anima gemella. Nel corso delle ricerche Goku e Bulma si imbattono in molte persone che hanno il loro stesso scopo; con alcune di loro instaurano rapporti di amicizia, con altre si scontrano.

DRAGON BALL Z

 

Goku, ormai cresciuto, si è sposato con Chiki e insieme hanno avuto un bambino Goan, somigliante in tutto e per tutto al padre, che ama però più studiare che combattere.

Goku, scoprirà le sue vere origini e combatterà contro esseri fortissimi:

Raditz, un  saiyan del pianeta vegeta…successivamente arriveranno anche Nappa e Vegete, due saiyan ancora più potenti…negli scontri Junior muore e con lui anche il Supremo e le sette sfere del drago non hanno più alcun potere.

Per far tornare a vivere Junior, Rif, Tensing e Yamco, Goan, Bulma e Crilin partono per Namec il pianeta di origine del Supremo dove troveranno altre sfere e un altro drago…ma qui troveranno anche Freezer. Vegeta e Goku giungono su Namek e qui iniziano i combattimenti.

Goku preso dalla rebbia si trasforma in super saiyan e sconfigge Freezer…

Altri colpi di scena come l’arrivo dal futuro di Trunks, figlio di Vegeta e Bulma; i cyborg e Crilin che si innamora di uno di loro; Cell creato dal computer del dottor Gelo,giunto dal futuro il quale dice di avere nel suo corpo le cellule di tutti i più forti combattenti.
Ultimo, ma non per forza è Majin Bu...ma tutto andrà per il meglio e il Majin Bu buono che rimane alla fine diventa amico inseparabile di Mr Satan…un uomo combattente molto forte, ma niente in confronto ai nostri eroi!

 

 

DRAGON BALL GT

 

Pilaf ha scoperto dove vengono tenute le sfere del drago e giunge fino al palazzo di dende dove trova Goku che ha appena finito di combattere contro Ub. Rivedendo il suo vecchio nemico, Pilaf si arrabbia, perde il controllo e, incautamente esprime il desiderio di vedre Goku ritornare bambino. Il drago lo esaudisce, con sua somma disperazione. Ormai e` deciso: bisogna andare nello spazio a recuperare le sfere. Bulma prepara l'astronave mentre Goku, Trunks e Goten si preparano a partire. Pan vorrebbe andare con loro, ma e` stata esclusa perche` ancora troppo giovane. Di nascosto la piccola Pan sale sulla nave e attende che anche Gokue Trunks siano a bordo; poi avvia i motori lasciando a terra il povero Goten stupito…

Le storie in Dragon Ball GT non finiscono qui, ma non ve le raccontiamo perché presto le vedremo in tv…per il momento in tv possiamo vedere le puntate del combattimento tra Goku e Freezer, su Italia 1 alle ore 14:05…

 

 

 

BUONA VISIONE E BUON DIVERTIMENTO A TUTTI da Lorenzo Filippo M. e Paolo P.

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venerdì, 29 dicembre 2006

TENNIS

A cura di: Edoardo B., Edoardo G.,Matteo V.,Riccardo R.d.T.

Il Tennis è uno sport molto popolare, che oppone due giocatori (si tratta di singolo) o quattro (due contro due e si tratta di doppio). I giocatori utilizzano una racchetta, in passato con telaio in legno, poi in leghe leggere ora in materiali polimerici, con una rete rigida di corde verticali e orizzontali, fissate al telaio, al fine di colpire una palla. Scopo del gioco è colpire la palla per far sì che l'avversario, posto nell'altra metà del campo da gioco, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo o battendola finisca con il commettere fallo. Dal 1988 è tornato a essere una specialità olimpica.

Storia

L'origine dell'attuale tennis potrebbe derivare da giochi latini (pila trigonalis), un altro gioco praticato nella corte bizantina e dal gioco francese jeu de paume, ossia un'evoluzione della pallacorda, che già nel XVI secolo esigeva l'uso della racchetta mentre in precedenza era giocato con il palmo della mano coperto da un apposito guanto. L'inglese Walter Clopton Wingfield stabilì un primo regolamento nel 1873 dando al gioco il nome di sphairistike; l'anno successivo si diffondeva negli Stati Uniti per opera di Mary Outerbridge; la regolamentazione definitiva è del 1888 quando si costituì l'associazione tennistica inglese.Fondamentale per lo sviluppo del gioco fu la decisione del 1883 di dimezzare l'altezza della rete. Nel 1895 si svolse il primo campionato italiano per tennisti. Nel 1896 il tennis fu inserito nel programma della prima olimpiade moderna e vi restò sino il 1924 poi fu tolto quindi riammesso nel 1988. Nel 1900 fu contesa la prima Coppa Davis ossia il trofeo che spetta annualmente alla squadra nazionale campione mondiale: la nazionale italiana vinse questo trofeo nel 1976; per le nazionali delle tenniste annualmente si disputa la Fed Cup che è stata vinta dalla nazionale italiana nel 2006. Nel 1926 iniziò l'era dei tornei professionistici e nel 1968 la federazione internazionale accettò il professionismo per tutti i tornei.

In Italia un grande aumento di popolarità del tennis, diventato sport di massa, si è verificato negli anni Ottanta grazie a importanti successi conseguiti da campioni, come Adriano Panatta e Corrado Barazzutti, nonché per grandi imprese della nazionale in Coppa Davis; erano anche gli anni di campioni memorabili quali Jimmy Connors, Guillermo Vilas, Bjorn Borg, John McEnroe, Ivan Lendl, Yannick Noah, Mats Wilander, Pat Cash, Stefan Edberg, Boris Becker, Thomas Muster, Michael Chang, per citarne alcuni; le campionesse di quel periodo erano anche tante e tra le più vincenti si ricordano Evonne Goolagong, Chris Evert, Martina Navratilova, Hana Mandlikova, Tracy Austin, Steffi Graf, Monica Seles, Gabriela Sabatini, Arantxa Sanchez.

NICOLA PIETRANGELI

 

Nicola Pietrangeli, nasce a Tunisi, in Tunisia, da padre italiano e madre francese di origine russa.

Nel 1933, a dodici anni, viene in Italia. Comincia a giocare a tennis pur non andando in collegio: è il padre che gli propone il baratto, vista la scarsa passione per lo studio.

Vince il suo primo titolo nel doppio con Pachini nel 1954.

In seguito conquisterà altri ventitre titoli: sette nel singolo e sedici nel doppio.

Nel ’59, nel ’60 e nel ’61, sarà comunque straordinario: nei primi due anni vincerà due volte di seguito il Roland Garros, e a Wimbledon, sarà protagonista di una grande semifinale contro Laver.

Riuscirà, anche, a portare l’Italia in finale, battendo gli Stati Uniti ai mondiali.

Questa è la grande carriera di Nicola Pietrangeli.

 

Regolamento

 

 

Si pratica con una racchetta e una palla su campi, divisi in due da una rete, che possono essere in cemento, terra battuta, erba o materiale sintetico; sempre più numerosi i campi al coperto che consentono l'attività anche nel periodo invernale. Lo scopo del gioco è di mandare la palla nel campo rivale, in zone delimitate da righe in base al tipo d'incontro ossia singolo o doppio, per far punto facendo toccare una volta a terra la palla nel campo avverso in modo che l'antagonista non possa rispondere e il punto si assegna anche quando l'avversario non riesce a far passare la palla sopra la rete; la palla può essere colpita esclusivamente con la racchetta: al volo, con esclusione della risposta alla battuta o dopo un solo rimbalzo.

Gl'incontri hanno dei punteggi che si suddividono in partite, in lingua inglese set; in base ai tipi di torneo gli incontri sono al meglio delle 3 o 5 partite; una partita è costituita da 6 o più giochi, in lingua inglese game, e se i giocatori sono sul punteggio di 6-6, quando il regolamento del torneo lo prevede, si disputa un gioco decisivo, in lingua inglese tie-break, per conseguire la vittoria sul 7-6, a eccezione della quinta partita in alcuni importanti tornei.

Il rettangolo di gioco ha le seguenti dimensioni: 23,77 m x 10,97 m, compresi i corridoi laterali che sono larghi 1,37 m e sono validi solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete le linee a essa parallele sono distanti 6,40 m; subito dopo 5,49m sono tracciate le linee di battuta. Ai lati e al fondo del campo di gioco vi dev'essere spazio sufficiente per i movimenti del giocatore: rispettivamente di 3,65 m e 6,40 m per le gare internazionali e 3.05 m e 5,50 per le gare nazionali. Le misure decimali sono state successivamente adottate per il fatto che originariamente il gioco del tennis è stato ideato nei Paesi anglosassoni, quindi le misure del campo espresse in piedi. Secondo la metrica anglosassone il campo da gioco di tennis ha le seguenti dimensioni 78 ft x 36 ft, compresi i corridoi laterali che sono larghi 4,5 ft e sono validi solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 3 ft al centro e 3,5 ft ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete e parallele a essa a distanza di 21 ft sono tracciate le linee di battuta.

La palla è in gomma rivestita da uno strato di feltro, ha il diametro di circa 6 cm e il peso di circa 58 g; negl'incontri dei circuiti professionali si usano sempre palle nuove che vengono cambiate, in base al regolamento del torneo, dopo 7 giochi dall'inizio dell'incontro e poi ogni 9 giochi disputati, ovvero 9/11 o 11/13. La battuta è affidata alternativamente ai giocatori gioco per gioco. L'incontro è diretto da un arbitro coadiuvato da giudici di linea e un giudice di rete.

 Variante amatoriali a tre giocatori

a rotazione dopo ogni game: il giocatore singolo (a sorte per il primo gioco) è quello che effettua il servizio e gioca sul campo del singolo; gli altri due giocatori (quello di destra e quello di sinistra) giocano sul campo del doppio. Se il gioco, con le normali regole, viene vinto dal giocatore singolo questo prende 2 punti, se dai giocatori in coppia questi prendono un punto ciascuno. Al termine del primo gioco, il giocatore di destra raggiunge il giocatore singolo e giocheranno in coppia (il giocatore singolo a destra). Si stabilisce come punteggio di arrivo 5 o 7.

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giovedì, 28 dicembre 2006

LA NOTTE DI HALLOWEEN  

 

La festa di Halloween si basa sulla nostra festa dei morti e dei Santi.

La sera del 31 Ottobre una leggenda narra, che tutti gli spiriti paurosi girano per le strade delle città, spaventando le persone.

I bambini vanno per le case a chiedere i dolcetti , imitando questi spiriti cattivi. Ilgiorno seguente, cioè il 1 Novembre, per noi Cattolici è la festa di tutti i Santi.

Il giorno dei Santi, le persone partecipano alla celebrazione eucaristica…tutti noi possiamo diventare Santi…l’importante è volerlo, impegnarsi nella vita di tutti i giorni, pregare e ascolte Gesù, i suoi insegnamenti e la Sua Parola.

Il giorno dopo invece, è il giorno in cui si ricordano tutte le persone defunte…

Halloween è una festa antichissima…non fa parte delle nostre tradizioni, ma si sta diffondendo rapidamente in Italia. E’ una festa molto divertente, che assomiglia al nostro carnevale, anche se orientata al lato più oscuro, magico e fatato della realtà.

I colori della notte di Halloween sono l’arancione, il nero, il verde e il bianco.

Questa festa piace tantissimo ai bambini e ai ragazzi perché, secondo noi, permette di trasformare in gioco e in festeggiamenti le paure e le superstizioni che esistono in ciascuno di noi. ( Guglielmo C.P., Sara B., Gaia G., Violante M. e  Giulia P.)

 

LE ORIGINI DI hALLOWEEN 

 

Le origini della festa di Halloween sono antichissime: risalgono all’epoca in cui Francia, Irlanda, Scozia e Inghilterra erano dominate dalla cultura celtica, prima che l’Europa cadesse sotto il dominio di Roma.

Per i Celti l’anno nuovo non cominciava il 1° Gennaio, come per noi oggi, bensì il 1° Novembre, quando terminava  ufficialmente la stagione calda e iniziava la stagione delle tenebre e del freddo.

Alla fine di Ottobre il lavoro nei campi era concluso, il raccolto era al sicuro ed i contadini potevano finalmente rilassarsi, preparandosi a vivere chiusi in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.

Il capodanno celtico  era dedicato a Samhain, il Signore della Morte e il Principe delle Tenebre.

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioe’ il 31 Ottobre, Samhain chiamasse a se tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge.

In questo giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo erano come sospese e il velo che divideva il mondo dei vivi dal mondo dei morti si faceva più sottile, permettendo alle anime di mostrarsi, di comunicare con i viventi e di divertirsi alle loro spalle, facendo scherzi ed impaurendoli con le loro apparizioni.

“Samhain” era una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti  per la fine del vecchio anno.

La notte del 31 Ottobre i Celti si riunivano nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro. Vestiti con maschere grottesche ritornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.

Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.

 

LA ZUCCA    

 

La zucca è considerata il simbolo della festa di Halloween.

Si pensa che la zucca sia originaria dell’America Centrale, perché i semi più antichi sono stati ritrovati in Messico e datati tra il 7000 e il 6000 a.C.

In Nord America la zucca rappresentava un alimento base della dieta degli Indiani già centinaia di anni prima che i Pellegrini sbarcassero sulla costa atlantica.

I primi coloni impararono dagli Indiani a coltivare la zucca e ne portarono i semi  anche in Europa, dove la sua coltivazione si diffuse rapidamente.

Fin dai tempi antichi, di questa pianta sono stati utilizzati i fiori, i frutti immaturi (le zucchine) e i frutti maturi (le zucche) per la preparazione di zuppe, stufati, contorni e dolci.

Esistono diverse varietà di zucca , ma la più utilizzata per Halloween è la cucurbita maxima o zucca gigante, di colore arancione scuro e dalla forma generalmente tondeggiante.

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giovedì, 28 dicembre 2006

GIORGIO VASARI

 

Giorgio Vasari nacque nel 1511 ad Arezzo; era un’ artista che faceva sculture e dipingeva…insomma, si era cimentato un po’ in tutte le arti.

Compiuti nove anni apprese i primi rudimenti del disegno; a tredici anni andò a vivere a Firenze; qui fu allievo di Michelangelo, poi di Andrea del Sarto e di Baccio Bendinelli.

A Pisa, in Piazza dei Cavalieri, chiamata piazza delle sette vie, Vasari progettò il Palazzo dell’orologio per unire  due palazzi che originariamente erano divisi.

Nel 1531 seguì a Roma il cardinale Ippolito de’ Medici; tra il 1532 e il 1536 tornò di nuovo a Firenze e nel 1554 eseguì, per ordine di Cosimo de’ Medici alcune opere tra le quali le decorazioni pittoriche di Palazzo Vecchio e la progettazione  della Fabbrica degli Uffizi.

Vasari eseguì anche il progetto di costruzione del Palazzo dei Cavalieri a Pisa.

A Roma affrescò la cappella regia del Vaticano.

Nel 1540 cominciò a raccogliere notizie sulla vita e sulle opere degli artisti.

Due anni più tardi prese ad ordinare questo materiale e a dargli forma letteraria in un’opera che intitolò : “Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Camabue insino a’ tempi nostri”, la cui prima edizione fu pubblicata  nel 1550. Questo lavoro di scrittore e storico dell’arte lo portò alla fama.

Morì a Firenze nel 1574

 

GIORGIO VASARI  E PISA

Piazza dei Cavalieri, detta, in età comunale, Piazza delle Sette Vie, corrisponde forse all'antico Foro della Pisa romana; essa era il centro politico di Pisa repubblicana e fu poi trasformata da Cosimo I de' Medici in sede del nuovo ordine militare dei Cavalieri di Santo Stefano per togliere alla città anche i segni visibili della passata indipendenza.

L'aspetto attuale è dunque frutto di una radicale ristrutturazione dei palazzi che vi si affacciano attuata in gran parte su progetto dell'architetto fiorentino Giorgio Vasari a partire dal 1562.

Al centro della piazza si trovano la statua di Cosimo I in veste di Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri eseguita da Pietro Francavilla nel 1596, ed una fontanella dello stesso autore.

Dietro di esse si erge il Palazzo della Carovana dei Cavalieri. Esso era l'antico Palazzo degli Anziani del Popolo di Pisa repubblicana, trasformato da Giorgio Vasari nella forma attuale e completamente ricoperto nella facciata da graffiti della medesima epoca analoghi, per tecnica e per soggetti, a quelli che decorano alcuni palazzi delle contigue vie dei Mille e Ulisse Dini. Il palazzo è sede attualmente della Scuola Normale Superiore, prestigiosa istituzione universitaria fondata da Napoleone sul modello dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi. In essa, tra gli altri, studiarono il poeta Giosuè Carducci e il fisico Enrico Fermi.

 

A sinistra si trova il Palazzo dell'Orologio, costruito come infermeria dei Cavalieri dell'Ordine di Santo Stefano congiungendo con un cavalcavia due torri  della famiglia dei Conti Della Gherardesca. In una di esse sarebbero stati lasciati morire per fame nel 1288 il Conte Ugolino e gli altri maschi della famiglia sospettati di tradimento, come ricorda anche Dante Alighieri nel Canto XXXIII dell'Inferno.

Sul lato meridionale prospetta la monumentale facciata del Palazzo del Consiglio dei Dodici, antica sede di una magistratura cittadina, completamente rielaborata a partire dal 1596 su progetto di Pietro Francavilla. Il palazzo, che ospitò successivamente il Tribunale dei Cavalieri di Santo Stefano, ha all'interno un salone affrescato sulle pareti con motivi architettonici con un soffitto in legno intagliato e dipinto dal senese Ventura Salimbeni.

Sempre sulla piazza prospetta la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, edificata su progetto di Giorgio Vasari a partire dal 1565. La facciata assai ricca di motivi architettonici fu eseguita su disegno di Don Giovanni de' Medici a partire dal 1593.L'interno ad aula è coperto da un ricco soffitto in legno intagliato e dorato includente dipinti dei maggiori pittori dell'epoca legati alla Casa dei Medici. Particolarmente caratteristici sono i trofei di bandiere e parti di navi sottratti ai turchi nelle operazioni di pattugliamento marino svolte dai Cavalieri per garantire la sicurezza di navigazione nel Mar Tirreno. Attigua alla sagrestia  una sala  raccoglie ricordi e costumi dei Cavalieri di Santo Stefano.

 

LE NOSTRE IMPRESSIONI

La nostra impressione è che Giorgio Vasari fosse molto bravo a “fare le arti”, perché ha progettato, tra le altre cose, il Palazzo dei Cavalieri e la Torre dell’Orologio che abbiamo potuto ammirare con i nostri occhi in Piazza dei Cavalieri, durante la nostra visita guidata.

Siamo rimasti molto colpiti dal fatto che il Vasari, a nove anni riuscì a capire i rudimenti del disegno e che a tredici anni fu allievo dei più grandi artisti del periodo. Questo ci fa pensare che il Vasari non fosse un bambino come gli altri, ma avesse delle grandi potenzialità e un genio come Michelangelo si accorse subito delle sue capacità e volle aiutarlo a coltivarle e svilupparle.

E’ stato bello conoscere le opere e la vita del Vasari…per noi è un grande insegnamento di vita quello che ci ha lasciato, perché ci ha dimostrato che con la volontà e l’impegno ad apprendere, si può diventare grandi artisti…Oggi, possiamo ammirare, nelle città più belle d’Italia, i monumenti e le opere di Giorgio Vasari e noi siamo felici, osservando le sue opere, di poterlo conoscere un pochino meglio…

 

Questo articolo è stato pensato e scritto da Benedetta F., Alberto P. e Vittoria T.

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